I diradamenti dell’uva

Il diradamento delle uve è una tecnica utile per regolare la quantità di grappoli che ciascuna pianta deve portare a maturazione. È un’operazione onerosa e anche per certi aspetti poco simpatica: al momento dell’invaiatura, ovvero quando le uve cambiano di colore, si tolgono i grappoli ritenuti in esubero, in funzione dell’obiettivo enologico che si vuole ottenere. Quest’operazione è chiamata anche vendemmia verde, ed il termine rende bene l’idea: i frutti della vite, ancora in parte verdi, vengono tagliati e buttati a terra. Così facendo, si concentrano gli sforzi delle piante su un minor numero di grappoli, adeguati allo stato di salute delle piante, al loro apparato fogliare, alla loro età e all’andamento dell’annata. Per Tenuta Santa Caterina questa pratica è ormai consolidata sulle varietà a bacca rossa: indispensabile per il Grignolino e la Freisa, molto utile sulla Barbera, virtuosa per le uve Nebbiolo. La scelta dei grappoli da scartare è in funzione della posizione del grappolo, della sua dimensione e della sua integrità: un lavoro delicato, spesso e volentieri affidato alle mani delle donne, che con la loro pazienza e sensibilità riescono a interpretare nel modo giusto la filosofia di questa operazione.